{"id":3822,"date":"2018-11-20T15:44:41","date_gmt":"2018-11-20T15:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/?p=3822"},"modified":"2018-11-20T15:45:31","modified_gmt":"2018-11-20T15:45:31","slug":"nathalie-janson-lunione-economica-e-monetaria-e-il-free-banking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/nathalie-janson-lunione-economica-e-monetaria-e-il-free-banking\/","title":{"rendered":"NATHALIE JANSON &#8211; L\u2019Unione economica e monetaria e il \u201cfree banking\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Lezione della Scuola di Liberalismo di Roma &#8211; 21 novembre 1997<\/em><\/p>\n<p>Lo scopo di questo intervento \u00e8 di determinare se il progetto dell\u2019Unione economica e monetaria (UEM) europea costituisce un passo avanti verso il sistema del \u201cfree banking\u201d. Prima di tutto, dobbiamo spiegare e dimostrare perch\u00e9 un sistema di \u201cfree banking\u201d sarebbe auspicabile. Un sistema bancario si definisce \u201clibero\u201d se rispetta le seguenti caratteristiche:<br \/>\nlibera entrata sul mercato bancario (niente autorizzazioni o licenze)<br \/>\nresponsabilit\u00e0 degli azionisti e dei gestori delle banche nei confronti della loro clientela (ci\u00f2 significa perdita finanziaria e perdita di reputazione in caso di fallimento, cio\u00e8 lo stesso diritto penale applicato agli altri settori economici),<br \/>\nemissione di monete private o di forme monetarie private diverse,<br \/>\nassenza di banca centrale e quindi di moneta nazionale a corso legale e di politica monetaria.<br \/>\nLa virt\u00f9 di un sistema bancario libero \u00e8 di permettere alle banche di rispondere pi\u00f9 adeguatamente alla domanda del pubblico e quindi di avvicinarsi all\u2019equilibrio monetario in un modo pi\u00f9 efficace del sistema centralizzato, grazie al processo della concorrenza. Al contrario di una banca centrale, le banche private non cercano di raggiungere un obiettivo di politica monetaria come quello della stabilit\u00e0 dei prezzi, in altri termini l\u2019equilibrio monetario. L\u2019unico obiettivo di queste banche private \u00e8 la massimizzazione dei profitti e inoltre, cercando di soddisfarlo, esse permettono di pareggiare l\u2019equilibrio monetario. Per massimizzare i profitti, le banche devono al meglio soddisfare la domanda, anche anticipandola, attraverso la proposta di nuovi prodotti.<\/p>\n<p>Nel caso della moneta, questo significa che le banche devono proporre delle forme monetarie che rispettino le qualit\u00e0 richieste ai mezzi di pagamento. La moneta rappresenta un potere d\u2019acquisto generalizzato, quindi deve essere accettabile negli scambi il pi\u00f9 possibile a un costo minimo e mantenere il potere d\u2019acquisito nel tempo. Le monete proposte dalle banche private sono giudicate secondo questi criteri.<\/p>\n<p>In queste condizioni, come una banca privata si rende conto della sua sovraemissione monetaria? O in un scenario pi\u00f9 estremo, come una banca pu\u00f2 essere fermata nel suo obiettivo di aumentare la propria fetta di mercato, emettendo una quantit\u00e0 di moneta superiore?.<\/p>\n<p>Il principale meccanismo di regolazione, in un sistema libero, \u00e8 la compensazione interbancaria. Infatti, quando una banca aumenta la quantit\u00e0 di moneta emessa attraverso, ad esempio, un volume di prestiti pi\u00f9 elevato, anche le transazioni effettuate dalla sua clientela aumentano. Durante le sedute di compensazione interbancaria, il saldo di questa banca nei confronti delle altre sar\u00e0 in debito, supponendo che il comportamento delle altre banche non \u00e8 cambiato. Il mezzo di pagamento utilizzato nella compensazione interbancaria \u00e8 una moneta \u201csuperiore\u201d, cio\u00e8 riconosciuta come accettabile da tutte le altre banche.<\/p>\n<p>La banca se rende conto della sovraemissione attraverso il suo debito in moneta \u201csuperiore\u201d che chiameremo \u201cmoneta di riserva\u201d, e corregger\u00e0 questo andamento perch\u00e9, altrimenti, rischia di fallire. Una sovraemissione \u201cdi concerto\u201d fra tutte le banche \u00e8 poco concepibile in quanto esse non ci guadagnerebbero niente in termini di profitti supplementari, anzi alcune di esse potrebbero decidere di non seguire le altre, e questa sarebbe una strategia vincente. Da questo punto di vista, anche il rischio di inflazione \u00e8 basso, dato che le banche non hanno interesse a partecipare a un sovraemissione generalizzata.<\/p>\n<p>La conquista di fette di mercato si effettuer\u00e0 piuttosto con delle strategie innovative in grado di attirare una nuova clientela. In questo modo, l\u2019equilibrio monetario potr\u00e0 essere rispettato, in quanto, per il massimizzare i propri profitti, le banche si adeguano alla domanda. Inoltre se esistesse una situazione di squilibrio, date le regole di funzionamento, questa non potrebbe essere altro che transitoria.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il costo economico legato alla diversit\u00e0 delle monete, supponendo che in un sistema libero emergano numerose monete, le banche hanno un incentivo ad accettare alla pari le monete delle loro concorrenti. Una banca ha interesse ad aderire a un accordo di reciproca accettabilit\u00e0 alla pari perch\u00e9 un tale accordo allarga la zona potenziale di circolazione della sua moneta (principio dell\u2019economia di rete).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da domandarsi perch\u00e9 un tale sistema non esista. In verit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 esistito in versione pi\u00f9 o meno vicina al modello (da questo punto di vista, la Scozia \u00e8 il paese dove il sistema del free banking si \u00e8 realizzato nella sua versione pi\u00f9 pura. Ma anche in Canada, Stati Uniti, Francia e Italia ci sono stati brevi episodi di libert\u00e0 bancaria). La ragione per cui tutti i tentativi storici sono falliti \u00e8 legata ai bisogni finanziari dello Stato e al suo potere di coercizione. La storia della banca centrale pu\u00f2 essere spiegata dal bisogno dello Stato di finanziarsi, praticamente \u201csenza limite\u201d e al costo minimo.<\/p>\n<p>Adesso che abbiamo messo in evidenza i principi del free banking, vediamo in quale modo l\u2019UEM ha partecipato alla \u201cliberalizzazione\u201d del settore bancario. Per evitare tutti i malintesi, non giudichiamo qui il progetto della moneta unica, ma l\u2019impatto delle riforme conseguenti a questo progetto sul settore bancario. Da questo punto di vista, l\u2019UEM ha permesso, anzitutto, di promuovere la concorrenza non soltanto fra le banche ma anche fra le banche e il settore finanziario. Possiamo evidenziare quattro riforme:le politiche contro l\u2019inflazione sono state messe al primo posto tra priorit\u00e0 della politica economica dei governi europei;<br \/>\nla riforma dei mercati monetari e finanziari per aprire nuovi compartimenti;<br \/>\nl\u2019apertura alla concorrenza tra le banche e le non banche, e la privatizzazione delle banche ancora statali (progetto non ancora terminato, in particolare in Italia e in Francia);<br \/>\nla fine del controllo sui movimenti di capitali e sulle valute.<br \/>\nQuesti cambiamenti hanno favorito lo sviluppo del processo di razionalizzazione dell\u2019attivit\u00e0 bancaria. Sotto la pressione della concorrenza, lo sviluppo dell\u2019innovazione si \u00e8 accelerato, grazie anche ai nuovi mezzi di telecomunicazione. I nuovi strumenti creati sono degli strumenti bancari privati, come ad esempio le carte di credito oppure la moneta elettronica (la e-money, anche se i problemi di sicurezza ne frenano lo sviluppo), o ancora una moneta interbancaria come l\u2019eurodollaro. In queste condizioni, grazie all\u2019innovazione, le banche private sono pi\u00f9 in grado di rispondere alla domanda del pubblico.<\/p>\n<p>Quindi, la moneta emessa \u00e8 controllata dalla banca centrale e rappresenta una frazione sempre pi\u00f9 ridotta della domanda di moneta totale, dato il tipo di moneta richiesto dal pubblico e lo sviluppo del mercato interbancario. Se prendiamo in considerazione anche la forte internazionalizzazione dell\u2019attivit\u00e0 bancaria, possiamo quindi affermare che l\u2019equilibrio monetario \u00e8 in pratica gi\u00e0 in grande parte controllato dalle banche private. Tuttavia, la banca centrale ha ancora un influenza determinante sul mercato monetario, nel senso che controlla la base monetaria e determina i tassi a breve termine attraverso la politica monetaria dell\u2019\u201copen market\u201d.<\/p>\n<p>Ma quale sar\u00e0 l\u2019impatto della Banca centrale europea? Permetter\u00e0 alle banche private europee di dominare la loro offerta o invece sar\u00e0 pi\u00f9 potente? Da quello che sappiamo oggi sui suoi compiti (non ancora perfettamente definiti), la Banca centrale europea emetter\u00e0 la moneta europea: l\u2019Euro, e quindi deterr\u00e0 il monopolio della produzione della base monetaria, e decider\u00e0 la politica monetaria, che sar\u00e0 ovviamente una politica monetaria di \u201copen market\u201d. Siccome l\u2019Euro \u00e8 una moneta costruita dai tecnocrati europei e quindi non deriva veramente da una domanda del pubblico, crediamo che la sua domanda sar\u00e0 inferiore a quella totale odierna di tutte le monete europee. Inoltre il mercato interbancario europeo sar\u00e0 pi\u00f9 integrato, vista la soppressione di tutte le barriere amministrative.<\/p>\n<p>Stante questa situazione, le banche private europee avranno uno spazio di libert\u00e0 per gestire la domanda di moneta privata, soddisfarla e aumentare la loro influenza sulla realizzazione dell\u2019equilibrio monetario. Tuttavia, la Banca centrale europea conserver\u00e0 delle prerogative essenziali che rischieranno di limitare gli effetti positivi della maggiore libert\u00e0. Infatti, alla banca centrale, aiutata dalle banche centrali nazionali (il cui ruolo non \u00e8 ancora precisamente definito), saranno affidate le seguenti prerogative:<br \/>\nla produzione dell\u2019Euro, moneta utilizzata soprattutto nelle compensazioni interbancarie\u00a0(processo controllato dalla banca centrale europea);<br \/>\nil prestito in \u201cultima istanza\u201d, con le sue regole discrezionali;<br \/>\nla sorveglianza sugli istituti bancari e la definizione delle regole che riguardano la tutela del pubblico.<br \/>\nIn presenza di una intensa concorrenza e di una forte innovazione, il maggiore difetto del ruolo della banca centrale europea potrebbe essere di svolgere la sorveglianza sul settore bancario in un modo tale da deresponsabilizzare le banche. Infatti, se le banche private danno per scontato l\u2019aiuto della banca centrale per ridurre o a cancellare il costo di un fallimento, malgrado l\u2019esistenza di una norma sulla percentuale di capitale, si creer\u00e0 un incentivo ad adottare delle strategie rischiose. In un mondo in piena innovazione, il costo di un tale comportamento ne potrebbe essere altissimo.<\/p>\n<p>Non esiste un altro modo per ottenere i vantaggi della concorrenza e della liberalizzazione senza i difetti derivanti dall\u2019esistenza di un\u2019autorit\u00e0 a volte troppo protettrice?<\/p>\n<p>Penso di si, ma in questo caso, il progetto dell\u2019Unione Economica Monetaria avrebbe dovuto essere solo un progetto di deregulation senza una moneta predefinita, emessa da una Banca centrale europea unica. Possiamo anche immaginare che la liberalizzazione sarebbe creata \u201cspontaneamente\u201d grazie alle innovazioni nel settore delle telecomunicazioni che hanno un maggiore impatto sul settore bancario e finanziario. In un mondo senza frontiere, con degli spazi di libert\u00e0 in sviluppo grazie a mezzi come Internet, la sfera di potere dello Stato \u00e8 messa in pericolo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il progetto dell\u2019UEM costituisce per gli Stati europei un modo per sfruttare questa innovazione a proprio vantaggio, creando l\u2019illusione che l\u2019Europa possa controllare lo sviluppo del mercato per ricavarne solo vantaggi, grazie al proprio intervento. Inoltre, questo tipo di discorso ha un certo successo presso gli elettori europei, terrorizzati dal cambiamento e dalla \u201cglobalizzazione\u201d dell\u2019economia, perch\u00e9 hanno troppo da perdere, soprattutto coloro i quali che sfruttano una rendita di posizione.<\/p>\n<p>Per concludere, non possiamo giudicare ovviamente il progetto dell\u2019UEM come un passo avanti verso l\u2019auspicabile \u201cfree banking\u201d. L\u2019UEM ha, senza dubbio, permesso la liberalizzazione del mercato monetario e finanziario e quindi la globalizzazione del settore e la diffusione dell\u2019innovazione. O, pi\u00f9 esattamente questo progetto ha accelerato questi cambiamenti &#8211; che si sarebbero comunque verificati &#8211; grazie all consenso elettorale che esso ha raccolto.<\/p>\n<p>Per il prossimo futuro, speriamo che il desiderio di potere, manifestato dai politici, faccia cadere il progetto costruttivista dell\u2019Europa, a causa di un\u2019assenza di intesa fra i Paesi membri. In tale modo, le forze di mercato potrebbero proseguire verso una pi\u00f9 ampia libert\u00e0 bancaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lezione della Scuola di Liberalismo di Roma &#8211; 21 novembre 1997 Lo scopo di questo intervento \u00e8 di determinare se il progetto dell\u2019Unione economica e monetaria (UEM) europea costituisce un passo avanti verso il sistema del \u201cfree banking\u201d. Prima di tutto, dobbiamo spiegare e dimostrare perch\u00e9 un sistema di \u201cfree banking\u201d sarebbe auspicabile. Un sistema<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3823,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[131],"tags":[],"class_list":{"0":"post-3822","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-lezioni"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3822"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3822"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3822\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3824,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3822\/revisions\/3824"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3822"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3822"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladiliberalismo.it\/homepage\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3822"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}